"Montebuono" Oltrepò Pavese 1996 Lino Maga


Lino Maga

"Montebuono" Oltrepò Pavese 1996 Lino Maga


Lino Maga

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€49,00

Vino rosso

3 Disponibile

Denominazione: "Montebuono" 1996 Lino Maga
Annata: 1996
Regione: Lombardia
Tipologia: Rosso
Vitigni: Croatina, Uva rara, Vespolina
Colore: Rosso rubino dalle sfumature granate
Profumo: Floreale di peonia, segue timo, arancia e tonalità di pepe bianco e sale marino
Gusto: Gustoso e bilanciato, con alcol, acidità e sapidità in perfetta sinergia
Gradazione: 14%
Temperatura di Servizio:
18-20°C
Formato: Bottiglia 75 cl
Vigneti: Vigne allevate a guyot di età media di 25 anni su suolo ricco di tufo e ghiaia con parti di sabbia
Vinificazione: Pigiadiraspatura, fermentazione spontanea in botti di rovere e macerazione di 7-9 giorni.
Affinamento: 7 mesi sulle fecce fini e successiva evoluzione in bottiglia
Filosofia Produttiva:
Vino convenzionale

Il Montebuono di Lino Maga è un vino rosso rustico e fortemente legato al territorio di origine. Si tratta di una delle due emozionanti etichette prodotte da Lino Maga. Il rosso Montebuono proviene interamente dall'omonima vigna di 4 ettari situata nei dintorni di Broni. Uvaggio di Croatina, Uva Rara e Ughetta che si distingue per la sua integrità e longevità, nonostante una vinificazione assolutamente non interventista. Nessun prodotto chimico o di sintesi in vigna, ovviamente, e raccolta rigorosamente manuale dei grappoli. In cantina si prosegue con lo stesso credo, quindi fermentazioni che avvengono con lieviti indigeni a temperatura non controllata e lunghi affinamenti in botti di legno grande già usate. Solo un po' di solforosa all'imbottigliamento, per un liquido che è espressione genuina di un territorio e di una filosofia di pensiero.
Il Montebuono 1986 di Lino Maga è un rubino intenso e limpido dalle sfumature granate. L'olfatto spazia dai sentori di rifermentazione al goudron, ed è un continuo succedersi di sensazioni; il palato è una gioia di agrumi rossi, dal pompelmo al chinotto, e si connota per un'effervescenza viva e briosa che lo sostiene e si abbina a un tannino fitto e compatto, tensione acida e sapidità del gusto accompagnano lo sviluppo del sorso, che a mano a mano si fa sempre più complesso e modulato. Un sorso tanto persistente quanto penetrante, con una progressione selvatico-balsamica di tale intensità da sembrare di essere in una pineta.

Se esistono miti e leggende nel mondo del vino, di certo il mito è Lino Maga, di certo il Barbacarlo, il suo vino di punta, è una leggenda. Di lui tutti hanno scritto tutto. Non servono grandi presentazioni per chi la storia del vino l'ha scritta. Era il 1986 quando inizia la storia del vino di Lino Maga. A Broni, nel cuore dell'Oltrepò Pavese, quando gli antenati della famiglia Maga intitolarono il vigneto di famiglia e tutta una collina alla memoria di uno zio Carlo: Barbacarlo nel dialetto pavese.
E quella collina chiamata Barbacarlo è stata luogo di molteplici battaglie anche legali. Lino infatti ha combattuto strenuamente per difendere quel territorio e evitare che la denominazione potesse estendersi anche verso territori fin troppo distanti da quella collina. Alla fine ha vinto lui e il Barbacarlo è diventato una sorta di Monopolio, del cui nome poteva fregiarsi solo il Maga. Ma lui, uomo schifo e soprattutto uomo di terra, non è mai interessato il fregio di un uomo, per lui "semplicemente" il "vino deve sapere di vino". E il suo vino sa di vino. Lo hanno sempre saputo i suoi più famosi estimatori, da Gianni Brera, ad Agnelli, al grande Luigi Veronelli. Da allora il suo seguito è stato un crescendo. I suoi vini sono cercati e ricercati dagli appassionati di tutto il mondo. Vini immortali che resistono al tempo, potendo aprirli anche dopo 40 anni e ritrovare sempre un'espressione viva e vera.

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