Bolgheri Rosso DOC 2020 Michele Satta


Michele Satta

Bolgheri Rosso DOC 2020 Michele Satta


Michele Satta

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Vino rosso

1 Disponibile

Gambero Rosso:
Bibenda:
2021
2016
1 1 1 Guida Gambero Rosso: Annata 2021 "Vino da molto buono a ottimo"
1 1 1 Guida Bibenda: Annata 2016 3 Grappoli, Vini da 80 a 84 centesimi "Vino di buon livello e particolare finezza"
Denominazione: Bolgheri Rosso DOC
Annata: 2020
Regione: Toscana
Tipologia: Rosso
Vitigni: Sangiovese 30%, Cabernet Sauvignon, 30% Merlot, 20% Syrah 10%, Teroldego 10%
Colore: Rosso rubino intenso
Profumo: Naso, fruttato lamponi fragola
Gusto: Fresco, di grande bevibilità, morbido
Gradazione: 13,5%
Temperatura di Servizio:
16-18°C
Formato: Bottiglia 75 cl
Vigneti: Vigne situate a Torre, Vignanova, Poderini, Campastrello
Vinificazione: Fermentazione spontanea in vasche d'acciaio a temperatura controllata, e macerazione di 10-12 giorni sulle bucce. Terminata la malolattica si procede all'assemblaggio delle diverse masse
Affinamento: Affinamento di 12 mesi in parte in botti di rovere grandi e in parte in barrique di secondo e terzo passaggio
Filosofia Produttiva:
Vini Convenzionali

Il Bolgheri Rosso di Michele Satta è l'espressione più semplice e, quindi, anche la più autentica di cosa sia la denominazione Bolgheri Doc. In questo vino c'è la valorizzazione del territorio e soprattutto del vigneto (circa 20 ettari). L'uva è coltivata con attenzioni antiche e dedizione artigianale, in un vigneto ad alta densità (circa 6000 piante/ha). La raccolta è manuale ed avviene solo quando i grappoli hanno raggiunto la perfetta maturazione. Le fermentazioni avvengono senza aggiunta di lieviti artificiali, con rimontaggi o follature. Dopo 12 mesi di legno il vino va in bottiglia e sosta in cantina per 6 mesi prima di essere venduto.
Il Bolgheri Rosso di Michele Satta è un carico rosso rubino intenso e dai vivaci riflessi che sprigiona al naso note di frutta fresca sia rossa che nera come lamponi, fragola e poi ribes e more. Accenni di spezie e note di tabacco in sottofondo. Il suo sorso è l'equilibrio fattosi liquido, elegante e ricco di aroma.

"Il mio arrivo a Castagneto Carducci è casuale", così Michele Satta spiega l'inizio della sua storia da vignaiolo. Era il 74, quando poco più che ventenne si iscrive all'università di agraria di Milano, e da lì a poco, con una laurea in tasca e pervaso dalla testa fino ai piedi di entusiasmo affitta vecchie vigne a Castagneto Carducci. Date che coincidono anche con la nascita della Doc Bolgheri. Perché se esiste questa Denominazione, nata appunto nel 1984, è anche e soprattutto grazie alla storia dell'azienda di Michele Satta. Il merito del successo va anche a sua moglie Lucia, compagna di vita e di lavoro e oggi a due dei suoi sei figli che perseguono il lavoro iniziato dai loro genitori, Giacomo e Benedetta. Questa è sì una storia di famiglia, ma parallelamente è anche un pezzo della storia d'Italia, visto che i vini di Michele Satta hanno davvero fatto la storia di questa denominazione e anche della Toscana.

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