“Fuoripista” Pinot Grigio 2019 Foradori


Elisabetta Foradori

“Fuoripista” Pinot Grigio 2019 Foradori


Elisabetta Foradori

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€28,50

Vino bianco

2 Disponibile

Denominazione: “Fuoripista” Vigneti delle Dolomiti IGT Pinot Grigio 2019 Foradori
Annata: 2019
Regione: Trentino Alto Adige
Tipologia: Bianco
Vitigni: Pinot Grigio 100%
Colore: Giallo dorato intenso
Profumo: Nuances floreali e note speziate
Gusto: Gusto ricco, sapido, leggermente tannico
Gradazione: 12%
Temperatura di Servizio:
8/10°C
Formato: Bottiglia 75 cl
Vigneti: Vigne allevate a guyot su terreno alluvionale-ghiaioso
Vinificazione: Diraspatura delicata senza pigiatura, fermentazione spontanea con macerazione sulle bucce in anfora di terracotta, nelle c.d. tinajas (anfore spagnole) per circa 8 mesi
Affinamento: Affinamento in anfora e poi in vasche di cemento
Filosofia Produttiva:
Vino naturale - Certificato Demeter

l Pinot Grigio nasce da una mutazione genetica del Pinot Nero, che ne ha determinato una variazione del colore della bacca. È una varietà originaria della Francia (Pinot Gris), dove è coltivato quasi esclusivamente in Alsazia, ed è vinificato a contatto con le bucce fino ad assumere il suo peculiare colore ramato. Il Fuoripista rappresenta una versione “fuori” dai canoni abituali del Pinot Grigio trentino: la lunga permanenza sulle bucce in tinajas lo eleva verso la luce e la delicatezza, un vero rosato senza compromessi. Questo metodo, risalente a tempi quasi immemori, permette al vino di affinare lentamente all’interno delle anfore spagnole e di non avere interferenze sul gusto come nel caso del legno. Il “Fuoripista” nel suo lungo macerare arriva ad un punto in cui acquista così tanto colore da iniziare a cederlo lentamente. La lenta micro-ossigenazione dell’argilla fa si che le bucce donino al mosto con cui sono a contatto solo il meglio degli aromi e delle proprietà, che in questa maniera si estraggono senza forzature o senza avere fretta, ma semplicemente aspettando. Il Fuoripista Pinot Grigio nasce dalla collaborazione di Foradori con Marco Devigili, viticoltore biodinamico del Campo Rotaliano e racconta un percorso alternativo, una via al di fuori del comune, una visione e una percezione della natura diversa. Al naso si avvertono tipici sentori macerati, sfumature di liquirizia, alcol pungente, note speziate e lievemente floreali. Al palato risulta caldo, abbastanza sapido, minerale e dal tannino lievemente vellutato.

Foradori si trova a Mezzolombardo, tra le montagne del Trentino, e coltiva principalmente Teroldego e Pinot Grigio nei suoli alluvionali del Campo Rotaliano; Nosiola e Manzoni Bianco sulle colline argilloso-calcaree di Cognola. La sua tenuta di famiglia è stata fondata lì nel 1901 in un terroir eccezionale. La viticoltura sostenuta da Elisabetta Foradori è profondamente radicata nei suoi principi di vita, biodiversità ed energia, con la biodinamica che influenza fortemente le sue opinioni su quest'ultima.
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