"Montebuono" Oltrepò Pavese 2016 Lino Maga


Lino Maga

"Montebuono" Oltrepò Pavese 2016 Lino Maga


Lino Maga

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€56,00

Vino rosso

8 Disponibile

Denominazione:
Annata: 2016
Regione: Lombardia
Tipologia: Rosso
Vitigni: Croatina, Uva rara, Vespolina
Colore: Rosso rubino
Profumo: Floreale di peonia, segue timo, arancia e tonalità di pepe bianco e sale marino
Gusto: Gustoso e bilanciato, con alcol, acidità e sapidità in perfetta sinergia
Gradazione: 14%
Temperatura di Servizio:
18-20°C
Formato: Bottiglia 75 cl
Vigneti: Vigne situate nel comune di Barolo e precisamente nel cru Cannubi Boschis. Su terreno marnoso e moderatamente compatto
Vinificazione: Fermentazione spontanea e Macerazione in tini aperti di acciaio. Fermentazione malolattica elevazione in fusti di rovere francese da 500 litri
Affinamento: Affinamento in bottiglia per almeno 18 mesi
Filosofia Produttiva:
Vini Convenzionali

Il Montebuono di Lino Maga è un vino rosso rustico e fortemente legato al territorio di origine. Si tratta di una delle due emozionanti etichette prodotte da Lino Maga. Il rosso Montebuono proviene interamente dall'omonima vigna di 4 ettari situata nei dintorni di Broni. Uvaggio di Croatina, Uva Rara e Ughetta che si distingue per la sua integrità e longevità, nonostante una vinificazione assolutamente non interventista. Nessun prodotto chimico o di sintesi in vigna, ovviamente, e raccolta rigorosamente manuale dei grappoli. In cantina si prosegue con lo stesso credo, quindi fermentazioni che avvengono con lieviti indigeni a temperatura non controllata e lunghi affinamenti in botti di legno grande già usate. Solo un po' di solforosa all'imbottigliamento, per un liquido che è espressione genuina di un territorio e di una filosofia di pensiero.
Il Montebuono 2016 di Lino Maga in quest'annata si presenta in un vivace rosso rubino di media consistenza. I suoi profumi, vista la giovane età, virano ancora principalmente sul frutto. E diciamo giovane età perché i vini di Lino Maga sono immobili nel tempo, con un potenziale evolutivo enorme. Poi una volta lasciato riposare nel calice gioca su spezie e pepe, poi piano piano si fa avanti una nota di liquirizia, di china e di cacao. Da poter trascorrere un'intera serata solo per cercare di acciuffare tutti i suoi odori. Il suo sorso è, in piena coerenza con il naso, succoso e rimanda alla polpa di un frutto in retronasale. Il tannino è ancora un giovincello e ciò lascia presagire che dimenticare ancora questa bottiglia in cantina è sempre la migliore idea. I vini di Lino Maga vanno bevuti che siano almeno maggiorenni, ma in maggiore età diventano davvero dei fuoriclasse.

Se esistono miti e leggende nel mondo del vino, di certo il mito è Lino Maga, di certo il Barbacarlo, il suo vino di punta, è una leggenda. Di lui tutti hanno scritto tutto. Non servono grandi presentazioni per chi la storia del vino l'ha scritta. Era il 1986 quando inizia la storia del vino di Lino Maga. A Broni, nel cuore dell'Oltrepò Pavese, quando gli antenati della famiglia Maga intitolarono il vigneto di famiglia e tutta una collina alla memoria di uno zio Carlo: Barbacarlo nel dialetto pavese. Ma lui, uomo schifo e soprattutto uomo di terra, non è mai interessato il fregio di un uomo, per lui "semplicemente" il "vino deve sapere di vino". E il suo vino sa di vino. Lo hanno sempre saputo i suoi più famosi estimatori, da Gianni Brera, ad Agnelli, al grande Luigi Veronelli. Da allora il suo seguito è stato un crescendo. I suoi vini sono cercati e ricercati dagli appassionati di tutto il mondo. Vini immortali che resistono al tempo, potendo aprirli anche dopo 40 anni e ritrovare sempre un'espressione viva e vera.
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